Sempre più zanzare!
Ormai è una realtà sotto gli occhi di tutti: il clima sta cambiando. L'aumento generalizzato della temperatura, dovuto all'eccessivo accumulo nell'atmosfera di gas serra come l'anidride carbonica, induce cambiamenti climatici che hanno ripercussioni su tutti gli organismi viventi, inclusi gli insetti. Sulle zanzare questa tropicalizzazione determina effetti benefici, favorendone la proliferazione, ampliando ed espandendo i loro areali. Il risultato? L'uomo dovrà abituarsi a condividere i propri spazi per periodi più lunghi dell'anno con questi ospiti sgraditi che, oltre a provocare fastidiose irritazioni cutanee con le loro punture, possono trasmettere malattie. E dovrà anche abituarsi, a causa dei continui e frequenti scambi internazionali, all'idea di interagire con nuove specie di zanzare, spesso più fastidiose e pericolose delle nostre zanzare indigene.
Questo è quello che si sta osservando per la zanzara tigre (Aedes albopictus), specie giunta fino a noi dalle foreste tropicali del sud-est asiatico a bordo di pneumatici usati e ormai perfettamente adattata ai nostri climi. I fattori che hanno reso possibile questa colonizzazione sono da ricercare nella sua enorme adattabilità e resistenza, oltre che al suo elevato potenziale riproduttivo. Rispetto alla Culex pipiens nostrana infatti, la zanzara tigre punge anche in pieno giorno, provocando gonfiori, irritazioni cutanee e attacchi febbrili e può compiere il proprio ciclo biologico in piccole raccolte di acqua dolce e deporre le proprie uova anche in zone soggette a variazioni del livello dell'acqua o a periodici inaridimenti. Compie diverse generazioni all'anno e supera la stagione invernale come uovo in diapausa. Da queste uova resistenti avranno origine le infestazioni dell'anno successivo.
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